
Commedia musicale in un prologo e due atti di Garinei e Giovannini
Scritta in collaborazione con Iaia Fiastri
Musiche di Domenico Modugno e Renato Rascel
Prima rappresentazione assoluta: Roma, Teatro Sistina, 23 dicembre 1970
Prima rappresentazione Piccolo Teatro del Garda: Bardolino (VR) 2 ottobre 1998
PERSONAGGI ED INTERPRETI:
EZZELINO - Marco Frassani
ADEMAR - Giorgio Avanzini
PERONELLA - Nadia Bitante
LOTARIO - Francesco Morati
VALVASSORE - Giuseppe Tosi
VALVASSORA - Tina Gelmetti
BELCORE - Vittoriana degli Antoni
SIMONE - Fabio Vianini
FOLCHETTO - Raffaello Bertolini
LE SUORE - Morena Lorenzini
Antonietta Bonometti
Alma Sala
Teresa Ferrari
INOLTRE:
Elisa Gelmetti, Martina Gelmetti, Alessia Gazza, Marzia Apolloni, Paola Bitante, Cristina Mirandola, Giuseppe Bertamè, Alberto Gelmetti, Paolo Brigantini, Luca Passarini, Sorin Atanasiu, Christian Avanzini, Nicola Avanzini
SCENOGRAFIA E COSTUMI - Vittoriana degli Antoni
ARRANGIAMENTI E DIREZIONE MUSICALE - Giorgio Avanzini
ASSISTENTE DI PALCOSCENICO - Clara Pedrini
REGIA E COREOGRAFIA - VINCENZO ROSE
NOTE DI REGIA
Il Piccolo Teatro del Garda ha festeggiato i suoi dieci anni di vita allestendo questa particolare commedia musicale, frutto di due accoppiate straordinarie: Garinei/Giovannini per il testo, Rascel/Modugno per le musiche. L’intreccio si è rivelato ai nostri occhi sempre più attuale, fino a coinvolgerci nell’atmosfera che prevedeva lo scoccare dell’anno mille: timori, paure, superstizioni della gente del 999 sono diventate anche le nostre. Nell’essenziale scenografia un mulinare continuo di cubi, simboleggianti la caducità e la precarietà di un mondo destinato in breve a finire, trasforma luoghi ed atmosfere in un via vai che segna ineluttabile lo scorrere del tempo. Tra i personaggi, tratteggiati tutti a forti tinte, spiccano il “nobile e idealista” Ademar e il “grossolano” ma furbissimo Ezzelino, venditori di “sogni”, simpatici approfittatori della credulità popolare. Essi ci fanno sorridere, mentre, allora come oggi, mal si sopporta la prepotenza di coloro (l’archiepiscopo Lotario) che amano l’ignoranza e la sottomissione del popolo, impegnati come sono nella corsa infinita a raggiungere sempre maggior potere. C’è poi la prostituta “redenta” Belcore, la verginella Peronella (ingenua o… astuta?), il medico esaltato Simone, impegnato a migliorare la tecnica degli “strapianti”, e Folchetto, l’uomo dall’unico braccio che tira a campare facendo il ladro tombarolo. Il gruppetto di suore che, attendendo lo finismundi, vive in continua estasi mistica, quattro spanne alzate da terra. Ma il vero protagonista è il popolo con alla testa il Valvassore e la Valvassora; popolo su cui pesa la paura per la prossima fine del mondo e che desidera vivere gioiosamente, ma che è coinvolto in un misticismo innaturale alimentato dalle antiche profezie del santo Nicosia, dai continui “miracoli” dei due truffatori e dal terrore dell’imminente fine del mondo, popolo che sembra trovar pace solo dopo l’acquisto del salvacondotto per il paradiso: lo scapolare. Una commedia nella quale è sempre in primo piano la lotta tra il male e il bene, il primo rappresentato dall’Anticristo che apre lo spettacolo e il secondo dall’uomo dal mantello bianco che, portatore di speranza e verità, chiude la vicenda.
Buon divertimento.
Vincenzo Rose
LE CANZONI
PROLOGO
Gente dell’anno mille (Tutta la compagnia)
Io cerco un sogno (Ademar)
ATTO PRIMO
Deh, pentiamoci (Penitenti)
Ma che diabulo sarà? (Ezzelino – Valvassore – Popolo)
Mondata (Belcore – Popolo)
La profezia (Suore)
Lo mundo è fatto per nui (Ezzelino – Ademar)
Care salme (Ezzelino)
Mondato (Ezzelino – Popolo)
Lo Paradiso (Ademar – Ezzelino – Popolo)
Alleluia, brava gente! (Tutta la compagnia)
ATTO SECONDO
L’ultima notte del mondo (Ademar – Belcore – Popolo)
Tra poco (Ezzelino – Ademar – Peronella – Belcore)
Aita, aita! (Ezzelino – Lotario – Frati)
Urrà! (Tutta la compagnia)
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